mercoledì 23 febbraio 2011

Fatine Esagerate

Promesso, oggi non vi tedio con troppe parole; vi mostro solo un braccialetto, solo uno!!!
E chi mai me lo ha commissionato? Ma certo, sempre Rita, la mia Dea Kalì Etrusca... Infatti credo sia al suo quinto o sesto braccialetto bislacco ed inizio seriamente a chiedermi "ma quante braccia ha"? ;-)

A Rita era piaciuta la mia prima Fatrioska ed allora ecco per lei la miniatura della suddetta, ovviamente "piena".

Ed ecco la mini-Fatrioskina montata sul braccialetto finito come charm penzoloso...

Ed ecco una carellata delle "Fatine esagerate; tutte con gli occhioni azzurri e tanti fiorellini attorno ai faccini, come delle perfette modelle del Botticelli...


Et voilà, la carellata di fatine è tutta qua!

E la prossima come sarà?

venerdì 18 febbraio 2011

è la primavera che bussa alla mia porta?

 Amo la primavera, i suoi colori, i suoi profumi, la sua atmosfera.
Amo le sorprese che mi riserva ogni mattino il mio giardino; un germoglio sulla magnolia, un fiorellino che sbuca dalla dura terra, dei colori dove prima era marrone in tutte le sue tonalità...






Figuriamoci se non ho accolto con gioia la domanda di Giuliana di creare delle murrine con delle Primule per l'anniversario del suo negozio di prodotti naturali!



 Ma non crediamo che la primula abbia una struttura semplice semplice.... Qui a destra vediamo già solo, in grande, la struttura del minuscolo calice centrale che precede i petali....

Bene, la primula ce l'abbiamo fatta, ora tocca all'edera, altro simbolo del logo del negozio La Primula.

Et voilà la prima FataPrimula ritratta con il biglietto da visita per verificare se più o meno ci ho preso con i motivi ed i colori.... Missione compiuta!

Et voilà che fa le giravolte per festeggiar!

 Ed ecco la seconda interpretazione per Giuliana, la FatinaPrimulina, tutta di stelle vestita. È tutta uno sbrilluccichio....

 La Bisly ha colto in cielo di notte tante stelle per illuminare la più bella tra le belle...

Et hop, anche per lei passerella e giravolte!

... E già che ci sono perché non costruire un'altra murrina con una primulina porpora? Si, ma questa è un'altra storia; prossimamente su questi schermi...

Oggi brilla di nuovo il sole e quasi quasi ne approfitto per andare a scoprire quali altri tesori sta svelando il mio giardino!

Ma sarà davvero la primavera che bussa alla nostra porta? Buon sfriccicorino Fatonzoli!

giovedì 17 febbraio 2011

Fatrioska 2 la vendetta

Prima di dire qualsiasi altra cosa voglio ringraziarvi tutte per i cari commenti al mio precedente post... Quasi quasi mi avete convinta a diventare una "food blogger". Ho adorato leggere un po' di voi, pensare a tutto quello che ci unisce, immaginarvi qui a mangiare una fetta di torta con noi, parlando delle nostre vite, delle nostre storie e dei nostri sogni. Grazie!

... Ma ora si cambia tono e torno al mio solito argomento; fatine e bislaccate varie!
Dopo il mio rovinoso esperimento con la mia prima Fatrioska, non mi sono arresa così facilmente!

E ci ho riprovato inserendo una biglia!
3 cotture; prima per la biglia ricoperta di una sfoglia di pasta sintetica (fimo, cernit, kato ecc...) e la testolina della gri-gri. Una volta raffreddata ho ricoperto la pallina con una sfoglia di argilla polimerica viola e murrine ed ho ri-cotto sia la pallina che la testolina. Infine ho tagliato la pallina ed ho estratto la biglia ed all'interno della parte inferiore ho costruito, sempre in argilla polimerica, il lembo che va ad incastrarsi esattamente sotto la parte superiore (usando il repel-gel della Kato) ed ho attaccato le manine alla parte superiore (usando la Polyclay sempre Kato). Ho cotto di nuovo sia le due parti che la testolina (in modo che assumessero tutte le stesse gradazioni di colori. Poi, come al solito, estrazione degli Swarowsky, lisciatura sotto l'acqua con carte abrasive di grammature via via sempre più fini ed ho terminato licidando con la Dremel ed il feltrino!

Ritattaccato gli strass con colla bicomponente ultra strong, forato (sempre grazie alla magica Dremel)mle due semisfere, scelto le componenti metalliche, costruito una nappina con lo stesso cordoncino usato per infilare tutti i pezzi insieme...

Ed ecco la Gri-Gri Fatrioska-Madre pronta a mettere al mondo tante nuove fatine (mi piace pensare che un giorno arriveranno davvero ad auto-generarsi!!!!)

Ed eccola in "versione abbottonata" che custodirà gelosamente qualsiasi segreto vorrò nascondere nel suo tondo panciotto!

Conclusioni; da perfezionare ma mi sono divertita! Buon divertimento anche a voi, qualsiasi cosa facciate!

domenica 13 febbraio 2011

La forza della vita (in cucina con la Bisly)

Domenica mattina e preparo una torta, la ricetta è di quelle tipiche "povere" della regione, di quelle che si sono tramandate per "non buttar via nulla".

Torta di pane (una torta con il pane raffermo)

Ingredienti semplici che poi però erano un vero lusso anche solo ai tempi dell'infanzia del mio papà.

dettaglio dell'Albero della vita. Acrilico 2003
Mentre preparo gli ingredienti e mano a mano li arrichisco aggiungendo cose golose.
Non posso fare a meno di pensare ai miei avi.
Come se si fosse spalancato un varco nel tempo/spazio mi sono trovo risucchiata in pensieri di gratitudine per chi mi ha preceduta.

nonno Arnoldo, papà, zio Gustavo e nonna Rosa 1943 circa

Penso alla mia nonna Rosa, rimasta sola con 7 figli da far crescere mentre nonno Arnoldo è emigrato lontano per lavorare. Quella nonna che ricordo sempre con un santino in mano o indaffarata in cucina. Rude, sempre vestita di nero, direttiva e bigotta. Eppure devo anche alla sua caparbia la mia esistenza. Ha saputo gestire una famiglia numerosa ai tempi in cui c'era da scegliere tra il pranzo e la cena, quando la terra era grama e la giornata scandita dalle ore del sole. E poi la sera a lavorare e sferruzzare davanti al grande camino "mettendo in riga" tutti i figli, sorvegliandoli, a volte reprimendo la loro natura perché non erano previste velleità artistiche; bisognava procurarsi da mangiare.

i miei nonni a Comologno, con torta!
L'altro giorno mia madre mi ha guardata con tenerezza e mi ha detto "hai dei capelli magnifici e per questo devi proprio ringraziare nonna Rosa!". Che momento dolce, in quell'attimo io e mia nonna eravamo un tutt'uno e lei viveva ancora in una parte di me.
Penso, ed intanto con le mani spezzetto il pane che ho lasciato dalla sera precedente ad ammollare nel latte bollito in precedenza.
Ma il mio è un pane con i semini sfiziosi, chissà da dove arrivano...
Ed immagino il nonno quando tornava a casa per Natale ... Ed a settembre nasceva sempre un nuovo figlio..... Non l'ho conosciuto, è morto prima che io nascessi, di stenti e di troppo tabacco, ma da bambina era lui il mio "amico immaginario" con cui parlavo per ore nella mia stanzetta quando ero triste o preoccupata e che mi confortava quando era buio.

Aggiungo la scorza di un limone biologico ed il suo succo.
Ora lo si paga un occhio della testa, è una rarità. Ai tempi dei nonni tutto era biologico, ma che ti viene in mente? Dall'altra parte del mondo esplodeva la bomba atomica e la nonna raccoglieva i topinambur nell'orto.
Io li ho scoperti qualche anno fa, i topinambur, li ho pagati uno sfracelo al banco delle verdure rare e protette. Non sapevo nemmeno cosa fossero e potete immaginare la mia espressione quando li ho serviti a mio padre (fiera per la mia scoperta) e lui ha iniziato a rievocare ricordi della sua infanzia.
Aggiungere un uovo. Vedo il mio biondo papà bambino che va nel ripostiglio a cercarne uno nella botte riempita di calce. O era forse nel pollaio stando attento che le galline non si spaventino, anche se è così divertente vederle correre in giro isteriche! Ma poi chi la sente mamma Rosa?
Aggiungo il cacao. Sulla ricetta è scritto di metterne un cucchiaio. Io abbondo. Ed intanto penso a quanta fortuna ho, questa è la felicità. Ma dove è la mia anima quando me la prendo perché il mio cellulare è scarico o devo portare l'auto dal meccanico? Sguazzo nel superfluo.
Spezzetto qualche amaretto e lo aggiungo al composto.  Ma si trovavano gli amaretti in questo angolo di "Lombardia non liberata" ottanta anni fa?

I nonni materni giovani fidanzati, 1926 circa
Aggiungo 200 grammi di zucchero ed una bustina di zucchero vanigliato; flash, un altro varco temporale si apre violento e vedo mio nonno Heinz che fugge dalla Germania alla Polonia, alla Danimarca per non farsi prendere dai nazisti.

passaporto di mio nonno (1939) che ho ritrovato tra le sue cose. Tenerezza per la croce uncinata cancellata con forza!
Lo vedo mentre distilla barbabietole per farne zucchero per le sue bimbe piccole; le mie zie e la mia mamma neonata. E con lui c'è mia nonna Erika che cerca di comporre un pasto commestibile per le sue creature: perché l'istinto di conservazione è più forte della paura, della depressione, della cattiveria.
Ci aggiungo pure qualche scaglia di cioccolato, che quando a sorpresa finisce sotto i denti pare di toccare il Paradiso.
E mi viene in mente quando papà tornava dal servizio militare e ci portava le tavolette di cioccolata al bromuro, mica era stupido lui a mangiarsela, e mamma felice sfornava per lui ogni tipo di manicaretto.
Alzo lo sguardo e realizzo che sono proprio nella cucina di nonna, ora vivo io qui. Non ho conosciuto la guerra né la povertà, anche se spesso mi lascio andare allo sconforto per la difficoltà di pagare tutte le bollette.

Con nonna Jaja 1967-8?
A mano a mano riempio la lavastoviglie di utensili sporchi ed ancora mi rivedo proprio qui, bambina, mentre nonna Erika cerca di insegnarmi a diventare una vera donna completa, cucinando ricette da tutto il mondo, imparando a riempire con metodo ogni spazio del "magico elettrodomestico" per non sprecare poi preziosa energia e lucidando vecchia argenteria scampata alla guerra.

con i nonni Vati e Jaja 1967 circa
E vedo anche me stessa con nonno Vati, sempre qui, solo che inforchiamo grossi occhiali che ci fanno sembrare buffi insetti. Servono a ripararci da esalazioni mentre mi insegna la magia della chimica, con provette, polverine e becchi bunsen.
Accendo il forno, a 180°.
"Aggiungere un bicchierino di grappa", ed io ci metto un bel cicchetto di Bayles. Come sono sofisticata.
Come sono fortunata!
La mia nonna Erika, Jaja (Si-si!) mi ha persino insegnato a rammendare le calze. Ora conviene buttarle via quando si bucano. Ma dove ero mentre il mondo stava cambiando? Ma ho mai ringraziato abbastanza per tutta questa meravigliosa abbondanza?
Una manciata di pinoli.
Apro il frigorifero dove li conservo per non fargli fare il bacherozzo e ne butto a iosa. Ma lo sai tu quante pigne devi trovare e ripulire per trovarne una tale quantità?! Da piccola andavo a cercarli in estate lungo il fiume Maggia, erano deliziosi, profumati, saporiti. Ora sono bianchi ed hanno la stessa forma di allora, ma sono conservati in sacchetti di plastica, in ogni stagione dell'anno. Sono un po' gommosi. Ma ad occhi chiusi non so se li riconoscerei.

Cospargere con fiocchetti di burro ed infornare per 1 ora e mezza.
Il contatore dell'elettricità gira mentre il profumo si diffonde per tutta la casa. E con la deliziosa fragranza mi pare di sentire le carezze dei miei cari nonni, tutto il loro amore e la loro gioia nel vedermi circondata da tanta abbondanza, da tanta pace, da tanta armonia.
Il varco temporale si richiude e torno nel 2011 con tutti i problemi del mio tempo, il dolore che entra ad ogni ora in ogni casa grazie ai media... Tanto che ci sembra quasi estraneo a noi che siamo assorbiti a ricordarci il giorno per la raccolta differenziata, la scadenza per il pagamento delle imposte, l'orario di chiusura del supermercato o dell'Ikea...


Eccola qui, la torta dell'amore e della gratitudine, prendetene pure una fetta, è offerta dai vostri avi. È simbolo della forza della vita che è giunta fino a qui, concentrata in un dolcetto che sprigiona tutto il suo segreto a contatto con il palato.


Vorrei poterla portare in ogni angolo del globo, che purtroppo è rotondo, non ha angoli. 
Vorrei poter essere sempre così consapevole e grata perché con la rabbia e lo sconforto si inquina solo il mondo, è questo lo schiaffo alla miseria!

sabato 12 febbraio 2011

Fatine Ticinensis

Oggi "gioco in casa" e vi mostro qualcuna delle ultime creazioni Bislacc-Fatate rimaste nei dintorni...

La Hoppel-Poppel Light Fatine in Festa, adottata da Nadia a Camorino

... e hop, uno zoom sul groviglio che forma sulla povera acacia spoglia...

... arri-hop!

... Ed eccola dipanata!


E già che ci siamo perché non presentarvi anche la sua nuova gri-gri FatinaEnergiaVitale che si è regalata per festeggiare l'arrivo di un nuovo erede in famiglia!!!

Ma poco lontana è andata a stare anche la FataSpumina, adottata da Simona a Giubiasco. In questo medaglione è raffigurata una Fata Potentissima; portatrice di amore e serenità. L'avreste mai detto?
 E la cara Simona ha pensato anche di regalare la Gri-Gri FatinaDelleStelle a sua cugina Federica!

E poi cosa posso farvi vedere ancora, bisogna che scelga... Mah, rimaniamo sul blu....
Ecco, si, la FataAcchiappaCoccole che ho regalato alla mia cara amica Gabriella di Losone, praticamente la Zia dei miei mici passati, presenti e futuri!

E "dulcis in fundus" un anello XXL fatto su commissione di una deliziona personcina extra-small ma con personalità da vendere; Alba
Alba è una bravissima fotografa ed è un piacere per me pubblicare qui una sua foto... Con i suoi occhi tutto diventa più bello! (e lei sa di cosa parlo).

Ed a questo punto penso di aver recuperato le assenze, qui c'è davvero un po' di tutto. Ora si che inizia il fine settimana, o no?
Chi può, riposi! Ciao ciao Fatonzoli!

domenica 6 febbraio 2011

Fatrioska

Ecco svelato l'arcano della Fatrioska che vi avevo fatto intravedere qualche giorno fa...

Ve l'avevo mostrata ancora cruda sul suo tavolo "operatorio"...
La verità è che sono rimasta affascinata dalle "rock purses"; in poche parole degli oggetti in argilla polimerica vuoti all'interno che si richiudono come scatolette.
Qualora siate curiosi su bluedamselfly jewelry trovate un tutorial descritto benissimo!

Nonostante il tutorial, confesso di aver combinato diversi pasticci e deliri....
A partire dalla scelta del sassolino raccolto al mare che ho in seguito ricoperto da uno strato di argilla polimerica. Date retta a me, usate superfici liscissime qualora voleste provare, il mio era pieno di mica ed è stato un incubo estrarlo.

Vi risparmio le fotografie intermedie ma credete a me, ho dovuto aggiungere una "cintura di castità" per cammuffare le crepe che si sono formate mentre forzavo l'estrazione della pietruzza....

La signorina è stata cotta ben tre volte, prima solo il sasso ricoperto da uno strato di Fimo, poi, una volta raffreddato l'ho ricoperto con uno strato turchese madreperlato e con le murrine con la faccina e quelle con i fiorellini.
 Poi il taglio e la scoperta delle crepe. Aaargh, rapida e provvidenziale aggiunta la pancera fiorata ed ulteriore cottura (usando uno strato di Fimo liquida, o meglio di Kato Polyclay)...

E ora che me ne faccio di questa prova?
Humm, da qualche giorno (grazie al mio brother) sono la "felice guidatrice" di una Fiat di seconda o terza mano... Urge personalizzazione no? E dato che anagrammando Fiat si ottiene "Fati" allora che "Fata-mobile" sia!

Qualche buco con la Dremel nella parte inferiore del ciondolo, un po' di ovatta ed un buon olio essenziale (da notare sullo sfondo uno scorcio di un magnifico mosaico di Elena Fiore; beata me!)

Et voilà, va già meglio, ora me la sento già più mia questa macchinina!

Io sono pronta a guidare verso nuove avventure, ma mentre sono a spasso, se avete voglia di vedere altre bellissime fotografie di rock purses potete cliccate qui , qui, qui, o da Kathleen Dustin che vi farà sicuramente rimanere senza fiato!

Brum brum Fatonzoli!!!! (e se vedete in giro la Fati-mobile scansatevi in tempo...)

mercoledì 2 febbraio 2011

Qualcosa...

...di vecchio:
anello CandyFlower
che risale ormai a settembre.

Qualcosa di rosso:
gri-gri FatangelEnergiaPositiva
 Adottata tramite Giuliana della Primula di Tesserete.

Qualcosa di prestato:
manchette in feltro dell'artista Claudia Pescia
  che in realtà sono gradidissimi regali (andate a vedere l'atelier di Feltro di Claudia, l'unico feltro che io riesca a toccare, al punto che sto comprando di tutto da questa splendida artista Ticinese!

Anello Polux,
Realizzato con una base di un anello in argento che aveva perso la sua pietra (regalatomi dalla mia amica Monica). Potevo lasciare il povero anellino spoglio? Certo che no... Ed ecco sbucare un faccino di fatina...

Ed infine finalmente qualcosa di nuovo; una fatrioska in costruzione (prima della cottura)...
Che cos'è una Fatrioska? Lo vedremo presto su questi schermi!

Se mi sposo??? Naaa, ho già dato, sto dando e sto ricevendo! E va bene così!