domenica 13 febbraio 2011

La forza della vita (in cucina con la Bisly)

Domenica mattina e preparo una torta, la ricetta è di quelle tipiche "povere" della regione, di quelle che si sono tramandate per "non buttar via nulla".

Torta di pane (una torta con il pane raffermo)

Ingredienti semplici che poi però erano un vero lusso anche solo ai tempi dell'infanzia del mio papà.

dettaglio dell'Albero della vita. Acrilico 2003
Mentre preparo gli ingredienti e mano a mano li arrichisco aggiungendo cose golose.
Non posso fare a meno di pensare ai miei avi.
Come se si fosse spalancato un varco nel tempo/spazio mi sono trovo risucchiata in pensieri di gratitudine per chi mi ha preceduta.

nonno Arnoldo, papà, zio Gustavo e nonna Rosa 1943 circa

Penso alla mia nonna Rosa, rimasta sola con 7 figli da far crescere mentre nonno Arnoldo è emigrato lontano per lavorare. Quella nonna che ricordo sempre con un santino in mano o indaffarata in cucina. Rude, sempre vestita di nero, direttiva e bigotta. Eppure devo anche alla sua caparbia la mia esistenza. Ha saputo gestire una famiglia numerosa ai tempi in cui c'era da scegliere tra il pranzo e la cena, quando la terra era grama e la giornata scandita dalle ore del sole. E poi la sera a lavorare e sferruzzare davanti al grande camino "mettendo in riga" tutti i figli, sorvegliandoli, a volte reprimendo la loro natura perché non erano previste velleità artistiche; bisognava procurarsi da mangiare.

i miei nonni a Comologno, con torta!
L'altro giorno mia madre mi ha guardata con tenerezza e mi ha detto "hai dei capelli magnifici e per questo devi proprio ringraziare nonna Rosa!". Che momento dolce, in quell'attimo io e mia nonna eravamo un tutt'uno e lei viveva ancora in una parte di me.
Penso, ed intanto con le mani spezzetto il pane che ho lasciato dalla sera precedente ad ammollare nel latte bollito in precedenza.
Ma il mio è un pane con i semini sfiziosi, chissà da dove arrivano...
Ed immagino il nonno quando tornava a casa per Natale ... Ed a settembre nasceva sempre un nuovo figlio..... Non l'ho conosciuto, è morto prima che io nascessi, di stenti e di troppo tabacco, ma da bambina era lui il mio "amico immaginario" con cui parlavo per ore nella mia stanzetta quando ero triste o preoccupata e che mi confortava quando era buio.

Aggiungo la scorza di un limone biologico ed il suo succo.
Ora lo si paga un occhio della testa, è una rarità. Ai tempi dei nonni tutto era biologico, ma che ti viene in mente? Dall'altra parte del mondo esplodeva la bomba atomica e la nonna raccoglieva i topinambur nell'orto.
Io li ho scoperti qualche anno fa, i topinambur, li ho pagati uno sfracelo al banco delle verdure rare e protette. Non sapevo nemmeno cosa fossero e potete immaginare la mia espressione quando li ho serviti a mio padre (fiera per la mia scoperta) e lui ha iniziato a rievocare ricordi della sua infanzia.
Aggiungere un uovo. Vedo il mio biondo papà bambino che va nel ripostiglio a cercarne uno nella botte riempita di calce. O era forse nel pollaio stando attento che le galline non si spaventino, anche se è così divertente vederle correre in giro isteriche! Ma poi chi la sente mamma Rosa?
Aggiungo il cacao. Sulla ricetta è scritto di metterne un cucchiaio. Io abbondo. Ed intanto penso a quanta fortuna ho, questa è la felicità. Ma dove è la mia anima quando me la prendo perché il mio cellulare è scarico o devo portare l'auto dal meccanico? Sguazzo nel superfluo.
Spezzetto qualche amaretto e lo aggiungo al composto.  Ma si trovavano gli amaretti in questo angolo di "Lombardia non liberata" ottanta anni fa?

I nonni materni giovani fidanzati, 1926 circa
Aggiungo 200 grammi di zucchero ed una bustina di zucchero vanigliato; flash, un altro varco temporale si apre violento e vedo mio nonno Heinz che fugge dalla Germania alla Polonia, alla Danimarca per non farsi prendere dai nazisti.

passaporto di mio nonno (1939) che ho ritrovato tra le sue cose. Tenerezza per la croce uncinata cancellata con forza!
Lo vedo mentre distilla barbabietole per farne zucchero per le sue bimbe piccole; le mie zie e la mia mamma neonata. E con lui c'è mia nonna Erika che cerca di comporre un pasto commestibile per le sue creature: perché l'istinto di conservazione è più forte della paura, della depressione, della cattiveria.
Ci aggiungo pure qualche scaglia di cioccolato, che quando a sorpresa finisce sotto i denti pare di toccare il Paradiso.
E mi viene in mente quando papà tornava dal servizio militare e ci portava le tavolette di cioccolata al bromuro, mica era stupido lui a mangiarsela, e mamma felice sfornava per lui ogni tipo di manicaretto.
Alzo lo sguardo e realizzo che sono proprio nella cucina di nonna, ora vivo io qui. Non ho conosciuto la guerra né la povertà, anche se spesso mi lascio andare allo sconforto per la difficoltà di pagare tutte le bollette.

Con nonna Jaja 1967-8?
A mano a mano riempio la lavastoviglie di utensili sporchi ed ancora mi rivedo proprio qui, bambina, mentre nonna Erika cerca di insegnarmi a diventare una vera donna completa, cucinando ricette da tutto il mondo, imparando a riempire con metodo ogni spazio del "magico elettrodomestico" per non sprecare poi preziosa energia e lucidando vecchia argenteria scampata alla guerra.

con i nonni Vati e Jaja 1967 circa
E vedo anche me stessa con nonno Vati, sempre qui, solo che inforchiamo grossi occhiali che ci fanno sembrare buffi insetti. Servono a ripararci da esalazioni mentre mi insegna la magia della chimica, con provette, polverine e becchi bunsen.
Accendo il forno, a 180°.
"Aggiungere un bicchierino di grappa", ed io ci metto un bel cicchetto di Bayles. Come sono sofisticata.
Come sono fortunata!
La mia nonna Erika, Jaja (Si-si!) mi ha persino insegnato a rammendare le calze. Ora conviene buttarle via quando si bucano. Ma dove ero mentre il mondo stava cambiando? Ma ho mai ringraziato abbastanza per tutta questa meravigliosa abbondanza?
Una manciata di pinoli.
Apro il frigorifero dove li conservo per non fargli fare il bacherozzo e ne butto a iosa. Ma lo sai tu quante pigne devi trovare e ripulire per trovarne una tale quantità?! Da piccola andavo a cercarli in estate lungo il fiume Maggia, erano deliziosi, profumati, saporiti. Ora sono bianchi ed hanno la stessa forma di allora, ma sono conservati in sacchetti di plastica, in ogni stagione dell'anno. Sono un po' gommosi. Ma ad occhi chiusi non so se li riconoscerei.

Cospargere con fiocchetti di burro ed infornare per 1 ora e mezza.
Il contatore dell'elettricità gira mentre il profumo si diffonde per tutta la casa. E con la deliziosa fragranza mi pare di sentire le carezze dei miei cari nonni, tutto il loro amore e la loro gioia nel vedermi circondata da tanta abbondanza, da tanta pace, da tanta armonia.
Il varco temporale si richiude e torno nel 2011 con tutti i problemi del mio tempo, il dolore che entra ad ogni ora in ogni casa grazie ai media... Tanto che ci sembra quasi estraneo a noi che siamo assorbiti a ricordarci il giorno per la raccolta differenziata, la scadenza per il pagamento delle imposte, l'orario di chiusura del supermercato o dell'Ikea...


Eccola qui, la torta dell'amore e della gratitudine, prendetene pure una fetta, è offerta dai vostri avi. È simbolo della forza della vita che è giunta fino a qui, concentrata in un dolcetto che sprigiona tutto il suo segreto a contatto con il palato.


Vorrei poterla portare in ogni angolo del globo, che purtroppo è rotondo, non ha angoli. 
Vorrei poter essere sempre così consapevole e grata perché con la rabbia e lo sconforto si inquina solo il mondo, è questo lo schiaffo alla miseria!

37 commenti:

bilibina ha detto...

Dolcissimo post, e che belle le foto dall'album di famiglia! La torta di pane è una delle mie preferite..anch'io sono una che non butta via niente ed ho imparato da chi la fame l'ha conosciuta davvero!
Baci
Carmen

Perline e bottoni ha detto...

Mi sono commossa e di questo te ne ringrazio.

CLAUDIA ha detto...

Accidenti, quante riflessioni molto profonde si possono fare cucinando una torta di pane. La prossima volta che la farò, dovrò pensarci anch'io!!!
Ma purtroppo al giorno d'oggi siamo così presi da tutta una serie di cose, che quelle veramente fondamentali ci scappano via e non ci pensiamo!!!

Grazie, cara Fata, per questa squisita torta di pane domenicale!!!

Un caro saluto dalla Valle del Sole!

Claudia

♥*Clo*♥ ha detto...

Cathy, mi hai fatto piangere!
Anche io ho tanti ricordi della mia nonna e dei suoi sacrifici; di mio papà che racconta della sua triste emigrazione ancora quattordicenne a Baden per lavorare; di mia mamma che ha conosciuto lì. E penso alla loro gioia per essere tornati lì dopo cinquanta anni di matrimonio, l'anno scorso. Sono stati, credo, gli ultimi giorni felici per il mio papà.
Grazie Cathy. Un abbraccio. Clo.

Helena ha detto...

Grazie, per aver condiviso la storia della tua famiglia e per avermi fatto provare una piccola parte dell'emozione che può nascere conoscendo le storie dei propri nonni..e grazie perchè purtroppo forse per il fatto che la mia famiglia è sempre stata riservata e poco incline al racconto conosco poco della vita dei parenti che non ho potuto conoscere..solo i miei nonni materni ancora adesso mi raccontano qualcosa appena se la ricordano..e grazie perchè appunto la vita ci mette di fronte la storia attuale, e magari a scuola ci obbligano a conoscere la storia antica..ma la storia recente è quella più difficile da conoscere ma è la più importante..e poi quella torta deve essere una delizia per il palato e per il cuore!!
Ciao!
Helena
P.S. e poi che invidia avere un nonno che vi faceva fare degli esperimenti, la chimica l'ho potuta conoscere solo tramite la scuola e non te la fanno piacere anche se a certe volte è proprio una magia!

mad ha detto...

La torta che anche io ho imparato a fare dalla mia nonna materna (quella paterna non ebbe tempo di conoscerla nemmeno mio papà)nonna rimasta sola a crescere due bambini,mentre il marito era in campo di prigionia ,quanti ricordi mi ha risvegliato il tuo racconto .
i sapori di una volta erano più buoni perchè avevano un ingrediente che nessuna azienda o multinazionale alimentare oggi riuscirebbe a copiare ,l'amore di chi preparava il cibo altro che that's amore e vaccate simili.

Marilena ha detto...

Lacrime a iosa in questa condivisione della storia della tua famiglia.... simile anche alla mia .... non so passati molti anni, ma sembra un eternita'.Bacioni Fatina

rachele ha detto...

Grazie!! un bacio rac

Robs ha detto...

che post commuovente!
grazie per aver condiviso immagini così intime con noi!
Buona domenica, Robs_

Mary ha detto...

Un post davvero toccante. Grazie

Fragolanelcuore ha detto...

oddio.... mi hai fatto venire in mente mia nonna che... mi mostrava i bollini che in tempo di guerra servivano per "comperare"....
non aggiungo altro.... se non una cosa dolcissima BUONA LA TORTA DI PANE!
ciao
Antonella

tracce d'amore ha detto...

ma che ricestoria meravigliosa...mi hai fatto rivivere dei momenti della mia infanzia che più o meno ho passato come te....
una fetta di torta calda e profumata che sa di semplice,che sa di nostalgia!!!!
La storia dei nostri avi,che nella loro semplicità e povertà hanno vissuto in un mondo forse migliore....forse fatto di vera vita,
di persone che si aiutavano,che si parlavano.....
grazie..ciaoo,adry

anna ha detto...

la ricetta più "bella" che abbia mai letto! grazie

Antonella ha detto...

Una meraviglia, come te!

cate ha detto...

Sono profondamente commossa,il mondo dei tuoi nonni è lo stesso di tanti altri nonni compresi i miei...Grazie fatina,come le sai dire tu le cose!Ti prendono al cuore!!!!
Un abbraccio
Cate

Bugigattolo ha detto...

Fatina adorata, questo post esalta il tuo "essere", sei una persona speciale, e a quanto pare, dobbiamo ringraziare anche i tuoi avi!
Una strapazzata di baci

Miriam ha detto...

Ricordare la propria infanzia è come far rivivere le proprie radici! Cara Cathy il tuo raccontare è bellissimo e struggente, e lo è ancora di più perchè è una perla preziosa che si aggiunge alla tua creatività dirompente, giosa e solare! Anch'io come te sono grata ai miei nonni materni, anche loro hanno vissuto tempi durissimi, era il tempo della guerra e dei bombardamenti, c'era la fame e il sacrificio per aver dovuto lasciare la loro terra, perchè mio nonno fu trasferito per lavoro.
Penso che entrambe siamo state molto fortunate ad avere avuto nonni così importanti, a me hanno trasmesso tanti valori e l'amore per le cose semplici, quelle che fanno nella vita la differenza!
Ma ora mi fermo....mi sta salendo una nostalgia...
Penso invece che la tua torta di pane dev'essere buonissima...Complimenti per le foto, sembrano sprigionare il profumo che hai descritto....che delizia!!!

erikaebau ha detto...

Ben detto fata, mi hai letto nel pensiero, ultimamente anche io credo che i nostri valori vadano rovesciati, la nostra vita dovrebbe essere sempre come quella torta, ricca di profumi e di ricordi...ritrovare il contatto con la campagna, la famiglia la casa, queste dovrebbero essere le cose che contano sempre...solo cosi' possiamo cambiare il mondo! benedetta torta che è riuscita a portarci indietro nel nostro passato, quando eravamo bambini e tutto era possibile!ErikaEbau

Arter Ego ha detto...

Ma quanto sei fata, tu???
Un abbraccio forte dal di qua' (del confine)! Daniela

manifattive ha detto...

difficile da commentare.... si rischia d'esser banali!
Credo basti un grazie per aver condiviso i tuoi preziosi ricordi!
Io porto i mie nonni nel cuore, li nomino di continuo nei modi di fare e nei modi di dire!!!!!!
e quanto mi mancano...........

VandaQC ha detto...

Che bella storia commovente! Una vera favola in cui tu sei la Principessa!!!
Un abbraccione e mille volte grazie !
Vanda

ilaria ha detto...

Mi hai strappato una lacrimuccia con questo post... grazie per aver condiviso le tue foto private, grazie per la squisita torta di pane è slurpissima!!!
Complimenti anche per l'albero della vita, stupendo!!!
Baci
Ila

Anonimo ha detto...

Fata... chettelodicoaffare... meravigliosa Fata!
polepole

ilaria lotti ha detto...

bellissimissimo post!
grazie di averci reso partecipi di ricordi che poi riportano ognuno di noi ai ns cari!
tutto accompagnato da dolce malinconia ma anche golosità!
ps complimentoni anche x le novità!!! matrioske o BARBAFATE??...

nina ha detto...

Storie. Tante storie. Difficili, dure, poetiche… bellissime. Di quando non avevano niente e sembrava avessero tutto e di noi che abbiamo tutto ma non siamo felici. O meglio facciamo fatica ad essere felici. Stiamo provando a tenere a bada il cinismo, l’assuefazione, l’indifferenza. Proviamo a compostare, piantare fagioli, fare il pane in casa, ridurre l’orario di lavoro, ridurre i consumi e… guardarci dentro. Io faccio più fatica, sono riottosa, ogni tanto perdo il filo, invece di sentirmi ricca mi sembra di essere “povera”. Forse perché certe privazioni le ho vissute davvero… Con Fr parlo tutti i giorni di questa cosa. Ci vogliono far credere. Non abbiamo permesso alla Tv di entrare in casa nostra, non sa dire la verità. Non ci dice che il dolore è causato da interessi economici, che tutto si muove in funzione di sfruttamento di risorse e arricchimento di pochi. Fare un passo indietro, tutti. Grazie per questa pagina di cuore. Un abbraccio

AnnaDrai ha detto...

Oh Cathy, ma lo sai che questo post m'ha fatto commuovere? e ora non riesco a spiccicare parola... ma ti ringrazio e ringrazio i tuoi avi per averti fatto crescere così forte, dolce e sensibile... un regalo per tutte noi :)

elena fiore ha detto...

Quando in Reader ho visto l'aggiornamento di un tuo nuovo post (non ne avevo ancora letto il contenuto), ho pensato: mo' corro a tirarle le orecchie per non aver lasciato decantare il giusto tempo le meravigliose foto e creazioni del post precedente.
Intanto che Google caricava il tuo sito, mugugnavo tra me e me
"eh no,non si può lasciare a quel post una vita così breve di 1 solo giorno".
Poi...patapem, eccoti qui, inaspettatamente con qualcosa di ancor più meraviglioso.
Dopo il primo attimo di ammutolimento, dove il mio commento formulato in testa si frantumava ad ogni riga letta del nuovo post, ecco che mi riprendo lentamente e la prima cosa che sento di scriverti, è: ma quanto sono fortunata ad averti come amica?
Tanto assai davvero.
Non dimenticarlo.

Ora però, mi rivesto delle mie scemenze e commento a ruota libera, dimenticando l'emozione che mi hai fatto arrivare.
Nonna Rosa anche tu ???
Anch'io c'avevo la nonna Rosa, e siccome si è sposata con tal Fiore, è diventata Rosa...in fiore :-))) !!!
Però questa torta di pane me la faceva sempre la nonna Lucia.
Con qualche variante:
niente succo, ma solo scorza di limone, no liquore, uvetta oltre ai pinoli e ben 2 scatole di amaretti.
Ora è qualche anno che non la faccio più, ma quasi quasi...
Bacione grande.
Oggi è anche la nostra festa :-)
Auguri!
e°*°

Selene ha detto...

E'un post meraviglioso.
Grazie :*

creaClaudia ha detto...

mille grazie per questo post....mi sono commossa e in tante cose ho visto me e i miei nonni....anche mia nonna, sempre vestita di nero....che bei ricordi, belli di averli.
mandi

Il filo magico ha detto...

Commossa a puntino... proprio come la cottura di questa meravigliosa torta che sprigiona tanto amore!!
La ricetta più gustosa che abbia mai letto... mi hai stuzzicato appetito e memoria... <3
Grazie, grazie di cuore!
Un abbraccio grande,
Elisa

Anonimo ha detto...

Grazie ... questi "spaccati" di vita ci siano utili per ridimensionare il nostro ritmo forsennato e contrastare nuovi valori simbolo di squallore e superficialità ...
Ciao, Mabe
P.S.
la torta di pane ... era la torta di Elenix!

Ninfa ha detto...

Gli ingredienti della tua torta sono miscelati alla perfezione con il racconto della tua infanzia e di quella raccontata dai nonni. Bellissimo e coivolgente questo post.Una torta per ricordare e tramandare la storia con tanto amore. Ciao, Cathy!

claudia caprara ha detto...

Cathy! grazie per avere condiviso con noi i tuoi pensieri e le tue foto, mi hai fatto tornare bambina!
Le uova nella calce.....quanti ricordi!
E' proprio vero, abbiamo tutti disimparato, purtroppo in fretta e senza accorgercene, ad amare le piccole cose, a godere dei piccoli piaceri insieme alle persone che amiamo......
Ma per fortuna ci sono ancora tante belle persone che lo fanno ugualmente, e che ce lo ricordano!

Grazie davvero! e ..... mmmmmmhhh la torta deve essere veramente buona!
smack
ClaudiaC

Romanticafata ha detto...

Bella la pagina dedicata alla tua famiglia, risveglia emozioni e fa molto riflettere. Grazie degli auguri!! (E la tua torta mi sa che sia da provare!) Saluti illuminati. Romanticafata.

Tatti ha detto...

Io ho la grande fortuna di averla ancora la nonna. Ha 96 anni ed è in ottima forma. Le atmosfere che ci hai raccontato sono le stesse che condiscono i suoi racconti, e io ne faccio tesoro ....
Grazie FatinaBella per questo splendido condividere la tua anima, e, si, una fetta di torta dell'amore e della gratitudine la prendo volentieri.

Un abbraccio
Tatti

CriCri ha detto...

E' la più bella ricetta che io abbia mai letto..
non sò come sia venuto questo dolce.. ma ti assicuro che il cuore lo ha addolcito, l'animo scaldato e la mente ha volato.
Grazie per questo post, davvero.. i tuoi nonni saranno super orgogliosi di te!
Un bacio CriCri

BipBip ha detto...

Mi sono persa questo post..ma come ho fatto???:(((( per fortuna l'ho ritrovato!!! E come non posso commuovermi da brava lombarda, vicina alla Svizzera,pensando alla nonna Mariuccia che la cuoceva in un fornetto chiamato Petronilla, che per una difetto cuoceva solo al minimo e ci metteva 3 ore per sfornare una torta di pane da leccarsi i baffi!!! Non sono più stata capace di farla come lei...la sua torta era unica..come lei del resto!!!