sabato 15 novembre 2008

Giocare al gatto e al topo....

GATTO E TOPO IN SOCIETÀ
fiaba dei fratelli Grimm


Un gatto aveva fatto conoscenza con un topo e gli aveva tanto vantato il grande amore e l’amicizia che gli portava, che alla fine il topo acconsentì ad abitare con lui; avrebbero governato insieme la casa. “Ma per l’inverno dobbiamo provvedere, altrimenti patiremo al fame,” disse il gatto, “e tu, topolino, non puoi arrischiarti dappertutto sennò finirai col cadermi in trappola!”

Il buon consiglio fu seguito e comprarono un pentolino di strutto. Ma non sapevano dove metterlo; finalmente, pensa e ripensa, il gatto disse: “Non so dove potrebbe essere più al sicuro che in chiesa; là nessuno osa commettere un furto: lo mettiamo sotto l’altare e non lo tocchiamo prima di averne bisogno.” Il pentolino fu messo al sicuro ma il gatto non tardò ad avere voglia di strutto, e disse al topo: “Volevo dirti, topolino, che mia cugina mi ha pregato di farle da compare: ha partorito un piccolo, bianco con macchie brune, e devo tenerloa battesimo. Lasciami uscire oggi e sbriga da solo le faccende di casa.” - “Va bene,” rispose il topo, “va pure e se mangi qualcosa di buono pensa a me: un goccio di quel rosso vino puerperale lo berrei volentieri anch’io!” Ma non c’era niente di vero: il gatto non aveva cugine nè l’avevano richiesto come padrino. Andò dritto in chiesa, si avvicino quatto quatto al pentolino di strutto, si mise a lecccare e lecco via la pellicola di grasso. Poi se ne andò a zonzo per i tetti della città per tutto il resto della giornata: si guardò intorno, si mise steso al sole e continuava a leccarsi i baffi ogni qualvolta pensava al pentolino. Non ritornò a casa che alla sera. “Eccoti qua,” disse il topo, “hai di certo passato una giornata allegra. Che nome hanno messo al piccolo?” - “Pellepappata,” rispose il gatto tutto d’un fiato. “Che strano nome,” disse il topo, “è frequente nella vostra famiglia?” - “Che c’è di strano,” rispose il gatto, “non è certo peggio di Rubabriciole, il nome dei tuoi figliocci!”Poco tempo dopo al gatto tornò la voglia di strutto. Così disse al topo: “Devi farmi un’altra volta il piacere di badare alla casa da solo; mi vogliono di nuovo come padrino e siccome il piccolo stavolta ha un cerchio bianco intorno al collo, non posso rifiutare.” Ancora una volta il topo acconsentì, e di nuovo il gatto corse di soppiatto fino alla chiesa e finì col divorare metà del contenuto del pentolino. “E’ proprio vero: nulla è più gustoso di quello che si mangia da soli” ed era tutto contento della sua giornata quando al tramonto rientrò a casa. Il topo gli chiese della giornata appena trascorsa e poi: “Questo piccolo qui come l’avete chiamato?” - “Mezzopappato,” si lasciò scappare il gatto. “Mezzopappato! che razza di nome,” esclamò il topo, “sono sicuro che non esiste nemmeno sul calendario!”Ben presto al gatto tornò l’acquolina in bocca e, poichè non c’è due senza tre, disse al topo: “Devo fare di nuovo il padrino. Questa volta il piccolo è tutto nero e ha solo le zampe bianche: in tutto il resto del corpo non ha un solo pelo bianco. Questo capita solo una volta ogni due anni: mi lasci andare?” - “Pellepappata e Mezzopappato,” rimuginò il topo a voce alta, “sono nomi che mi impensieriscono!” - “Tu te ne stai col tuo giubbone grigio scuro e la tua lunga coda tappato in casa, e va a finire che ti monti la testa! Succede così quando non si esce mai!” disse il gatto risentito e uscì. Quel golosone del gatto arrivò in chiesa e ovviamente divorò utto il pentolone di strutto: “Solo quando si è finito tutto si sta in pace!” disse a se stesso e tornò a casa solo a notte fonda e ben pasciuto. Il topo, che nel frattempo aveva sbrigato tutte le faccende e rimesso in ordine la casa, anche questa volta gli chiese che nome avessero dato al terzo piccino. “Beh, non ti piacerà di certo,” disse il gatto, “si chiama Tuttopappato!” - “Tuttopappato, certo che è proprio un nome bizzarro, io non l’ho mai visto scritto. Che vorra mai dire?” ma poichè era stanco scosse il capo, si acciambellò e si addormentò.Da allora più nessuno chiese al gatto di fare da padrino. Giunto l’inverno, quando ormai fuori non si trovavapiù nulla, il topo si ricordo della loro provvista di strutto e disse: “Vieni gatto, andiamo dove abbiamo messo in serbo il nostro pentolino di grasso, ce la godremo.” - “Certo,” rispose il gatto aggiungendo tra sè e sè “te la godrai come a mangiar aria fritta!” Si missero in cammino e quando arrivarono la pentola era ancora al suo posto, ma completamente vuota. “Ah,” esclamò il topo, “ora capisco quel che è successo, ora mi è tutto chiaro. Bell’amico che sei! Hai divorato tutto quando hai fatto da compare: prima pellepappata, poi mezzopappato poi...” - “Vuoi tacere,” disse il gatto, “ancora una parola e ti mangio!”“Tuttopappato,” finì di dire in quell’istante il topo. Così il gatto con un balzo l’afferrò e ne fece un sol boccone. Vedi, così va il mondo. ...e i Gri-Grì di Fata Bislacca, per far buon viso a cattivo gioco applaudirono con le mani dietro la schiena......

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Spercials thanks; si ringrazia Batman per il ruolo del gatto e Pink Mousy my pc friends nel ruolo del topo Tuttopappato! si ringrazia altresì le comparse gri-grì per il fair-play!

10 commenti:

Den ha detto...

Bella fiaba!
Hai ragione, gli attori sono stati veramente bravi! :D
Continua così fatina!!!

Paola ha detto...

Quanta saggezza c'è nelle fiabe! e quant'è bello leggerle.... non hanno età, anche se hanno l'etichetta "per bambini": anzi, più si invecchia, secondo me, e più si apprezzano!
Ciao, buona serata.

Dual ha detto...

Bella storiella..e la foto del gatto e' bellissima e' tuo?

Mary ha detto...

Adoro le fiabe ;)
tempo fa collezzionavo le fiabe di tutto il mondo ... qalche volta mi emozionavo come una bimba
spesso sono dette sotto forma di favole ma ricche di morale ...
ciao fata ;-)

pino ha detto...

Uff !!! pure nelle fiabe vincono i paragnosti!!??...se lo sapevo non la leggevo!!...Ma quel panterone nella foto è tuo?...per sfamarlo ci vuole un tir di strutto altro che pentolino!!!

Iggy ha detto...

Ciao Fatina mia, sicuramente la storia è di 7 kg fà, perche ora povero Batman sembra più un Flyman. Ma comunque è sempre lui, grande Batman.
Bacio Iggy.

Ilaria ha detto...

La moeale della soria è: vatti a fidare...

Breve pausa prima di rituffarmi nel lavoro, che devo spedireeeeeeeeee!
Ma se faccio il post metto le foto? boh, sono ancora indecisa... ma forse si o forse no...ni? so?

Rawnst.... come ravanello o come revanare????

sempre Fata Bislacca ha detto...

Si Ilaria; è quella.... Baci baci (p.s. sarà ravanare!!!)
Iggy e Pino si, Batman ne ha passate tante ed ancora c'è e si diverte. Vorrei tranquillizzare Pino dicendogli che Batman mangia altroché pignatte di strutto... È che è vecchio ed ha avuto molte malattie (falsa la storia delle 7 vite, lui ne ha almeno 97) e non riesce più a metabolizzare tutto... Pesava 9,8 kg ed ora sono 2,7 ma è sempre il nostro super eroe!!!!
Mary; sono daccordo con te!!!
Dual; si, il gatto è il nostro Batman quasi 16enne, è un po' strepennato, spellato e malato ma è il mio bimbo d'amore n°1!!!
Paola; anche secondo me con l'età si apprezzano ancora di più; forse perché si inizia a carpire il senso dietro la storia....
Den; grazie ;-)))

Tchüss a tutti!!!

Anonimo ha detto...

bah, personalmente questa storia ha messo tristezza e anche tanta, il messaggio pare essere chi è scaltro vince chi è buono e onesto muore!!!
Sarà perchè mi ritengo una persona buona e onesta....

Fata Bislacca ha detto...

@ Anonimo/a: Infatti il mio "mouse" ha fatto una brutta fine, era quella la morale... Mi spiace se la fiaba dei fratelli Grimm ti ha rattristato/a! Purtroppo è vero, "tuttopappato" ci rimane chi è in buona fede, meglio vigilare (quando ci si ritiene buoni ed onesti) per non farsi pappare in un sol boccone!
Spero troverai altre cose sul mio blog che invece ti faranno sorridere; così, tanto per legge di compensazione! Cathy